venerdì 11 gennaio 2013

l'effetto di scala 1:35, 1:48 etc.

Un fattore molto importante nel mondo delle Modellismo e sicuramente la “scala” del modello ossia la sua grandezza al  confronto del soggetto originare. Mi spiego meglio una Modello che e in scala 1:72, e in realtà 72 volte più piccolo della Grandezza originare, questo fa in modo che un modello più piccolo può riflettere di meno luce al confronto del originare….adesso un po' di teoria.

Colori e lunghezze d'onda

“Le differenti lunghezze d'onda vengono interpretate dal cervello come colori, che vanno dal rosso delle lunghezze d'onda maggiori (frequenze più basse) al violetto delle lunghezze d'onda minori (frequenza più alte). Non a tutti i colori possiamo associare una lunghezza d'onda precisa. Non c'è, cioè, una relazione biunivoca tra i colori che noi percepiamo e le lunghezze d'onda. Quasi tutte le radiazioni luminose che il nostro occhio percepisce dall'ambiente circostante non sono del tutto pure, ma sono in realtà unasovrapposizione di luci di diverse lunghezze d'onda. Se ad ogni lunghezza d'onda è associabile un colore, non è vero il contrario. Quei colori a cui non sono associate lunghezze d'onda, sono invece generati dal meccanismo di funzionamento del nostro apparato visivo (cervello+occhio). In particolare i coni, cellule della retina responsabili della visione del colore, si differenziano in tre tipi perché sensibili a tre diverse regioni spettrali della luce. Quando al nostro occhio arriva luce composta da più onde monocromatiche, appartenenti a regioni diverse dello spettro, il nostro cervello interpreta i segnali provenienti dai tre tipi di sensori come un nuovo colore, "somma" di quelli originari. Il che è molto simile al procedimento inverso di quello che si fa con la riproduzione artificiale dei colori, per esempio con il metodo RGB.
Le frequenze immediatamente al di fuori dello spettro percettibile dall'occhio umano vengono chiamate ultravioletto (UV), per le alte frequenze, e infrarosso (IR) per le basse. Anche se noi non possiamo vedere l'infrarosso, esso viene percepito dai recettori della pelle come calore. Tutte le lunghezze d'onda dello spettro elettromagnetico a partire dalla LUCE VISIBILE, escludendo le parti minoritarie dei raggi x, delle onde radio e solo una porzione degli ultravioletti, sono fonte di calore. Telecamere in grado di captare i raggi infrarossi e convertirli in luce visibile vengono chiamati visori notturni. Alcuni animali, come le api, riescono a vedere gli ultravioletti; altri invece riescono a vedere gli infrarossi. Gli ultravioletti di tipo b sono "i responsabili" delle scottature se l'esposizione solare è avvenuta in modo inadeguato.” -Informazione presso da wikipedia-
Quindi la scelta del colore viene anche determinato dalla scala del modello stesso, adesso nel disegno che ho fatto io (chiedo scusa ma no sono un grande disegnatore) si può vedere come la distanza del lo stesso modello può modificare la tonalità stessa.
img031
Un esempio: mettiamo che abbiamo una machina di colore Rosso, e questa vettura viene posizionata 24 metri distante noi..avremo un sensazione di colore rosso vivo, o rosso forte. Se però la stessa machina viene parcheggiata 48 metri l'ondano da noi il rosso sarà gia più chiaro…la stessa cosa e anche se poi questa machina viene parcheggiata 72 metri lontano da noi, il rosso risulterà molto più chiaro. Anche se si tratta della stessa machina ma perché???

Percezione del colore

La formazione della percezione del colore da parte dell'occhio avviene in tre distinte fasi:
  1. Nella prima fase un gruppo di fotoni (stimolo visivo) arriva all’occhio, attraversa cornea,umore acqueo, pupilla, cristallino, umore vitreoe raggiunge i fotorecettori della retina(bastoncelli e coni), dai quali viene assorbito. Come risultato dell’assorbimento, i fotorecettori generano (in un processo detto trasduzione) tre segnali nervosi, che sono segnali elettrici in modulazione di ampiezza.
  2. La seconda fase avviene ancora a livello retinico e consiste nella elaborazione e compressione dei tre segnali nervosi, e termina con la creazione dei segnali opponenti, segnali elettrici in modulazione di frequenza, e la loro trasmissione al cervello lungo il nervo ottico.
  3. La terza fase consiste nell’interpretazione dei segnali opponenti da parte del cervello e nella percezione del colore.

Prima fase [modifica]
Nella prima fase una sorgente luminosa emette un flusso di fotoni di diversa frequenza. Questo flusso di fotoni può:
  1. arrivare direttamente all'occhio:
  2. essere riflesso da un corpo che ne assorbe alcuni e ne riflette altri:
  3. essere trasmesso da un corpo trasparente che ne assorbe alcuni e riflette altri.
In ogni caso i fotoni che giungono all'occhio costituiscono lo stimolo di colore. Ogni singolo fotone attraversa la cornea, l'umore acqueo, la pupilla, il cristallino, l'umore vitreo e raggiunge uno dei fotorecettori della retina (un bastoncello, oppure un cono L, un cono M o un cono S) dal quale può essere o non essere assorbito. La probabilità che un tipo di fotorecettore assorba un fotone dipende dal tipo di fotorecettore e dalla frequenza del fotone.
Download
Come risultato dell'assorbimento ogni fotorecettore genera un segnale elettrico in modulazione di ampiezza, proporzionale al numeri di fotoni assorbiti. Gli esperimenti mostrano che i segnali generati dai tre coni L, M e S sono direttamente collegati con la sensazione di colore, e sono detti segnali di tristimolo.
Seconda fase [modifica]
Nella seconda fase i segnali di tristimolo vengono elaborati e compressi con modalità non ancora completamente note. Questa elaborazione avviene nelle altre cellule della retina (cellule orizzontali, bipolari e gangliari) e termina con la generazione di altri tre segnali elettrici, questa volta in modulazione di frequenza, che sono chiamati segnali opponenti e vengono trasmessi al cervello lungo il nervo ottico
Terza fase [modifica]
I segnali chimici opponenti che lungo i due nervi ottici (che sono costituiti dagli assoni delle cellule gangliari) raggiungono il cervello arrivano nei cosiddetti corpi genicolati laterali, che costituiscono una stazione intermedia per i segnali, che da qui vengono proiettati in apposite aree della corteccia visiva, dove nasce la percezione del colore. –Informazione  e foto presso da wikipedia-

 

Quindi quando scegliamo un colore dobbiamo tenere conto della scala , un classico modello 28mm deve essere dipinto con colore più chiari al confronto a un modello in scala 54mm. Un altro esempio: Due Modelli romano un in scala 1:48 e latro in scala 1:72 che devono essere dipinti con i stessi colori, nel primo modello(1:48 ) usiamo un colore rosso “puro” senza aggiunta di bianco. Invece nel secondo modello  aggiungiamo del colore bianco che viene calcolato usato la seguente formula Scala/2=% ….72 diviso 2 uguale 36% in una miscela di colore rosso (64%) bisogna  aggiungere 36% di colore bianco cosi da ottenere il 100%. Cosi che alla fine i due modelli se anche in scala diverse i colori si assomigliano.

colore da scegliere
Quindi un romano in scala 90mm deve avere in teoria un colore di base di Khorne red, invece il wazdekka red andrebbe bene per una 54mm. E il evil sunz scarlett e adatto per una 28mm. Quindi la scala di un modello e determinate per la scelta dei colori.











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